Archivi tag: rock’n’roll

FESTIVAL BEAT VOL.25 (28-29-30 GIUGNO 1-2 LUGLIO 2017)

FESTIVAL BEAT 25th EDITION
testo di LUCA FRAZZI (SottoTerra rockzine)

Le nozze d’argento corrispondono a un quarto di secolo. Cifre insolite e roboanti, quando si parla di un festival rock, a maggior ragione se si pensa a come è nato, alla qualità della musica che propone, al fatto che non ha mai ceduto ai facili guadagni e alle logiche imperanti. Il Festival Beat arriva alla sua venticinquesima edizione. Poche altre manifestazioni possono vantare lo stesso curriculum e pochissime hanno saputo attirare nuove generazioni di fruitori come il festival, nato puro, piccolo e naif una vita fa a Castel San Giovanni e diventato oggi una solida realtà artistica, culturale ed economica a Salsomaggiore. Giusto quindi celebrarlo degnamente, perchè 25 edizioni sono un segnale importante: la musica di qualità muove la gente, se promossa, confezionata e proposta con competenza. E’ quello che accade al Festival Beat, in questa speciale edizione ancora di più: un cartellone ricchissimo, una serie di eventi collaterali, il solito clima di festa che chi frequenta il festival conosce bene. In più, quest’anno, la voglia (legittima) di celebrarsi un po’, come è giusto che sia. Ci saranno (unica data in Europa!) i Mummies, dalla California, una delle band più attese di sempre nella storia del festival, il gradito ritorno di quell’enorme talento chiamato Graham Day, il fascino esotico della giapponesi 5,6,7,8’s (proprio loro, quelle che Tarantino ha voluto in Kill Bill) e il meglio del vecchio e nuovo garage-rock da tutto il mondo, Italia (ovviamente e più che mai) compresa. Soprattutto, ci sarà la voglia di festeggiare tutti insieme un traguardo invidiabile. Come sempre, è atteso l’arrivo di appassionati da tutta Europa e da oltreoceano, quest’anno in misura maggiore, come testimoniano le prenotazioni negli alberghi di Salsomaggiore, una città (e relativo territorio) che ha avuto la capacità e la lungimiranza di ospitare il festival dal 2007 e che oggi ne gode i benefici, sia sul piano sociale e culturale che su quello economico, lo dimostrano i numeri.
Se dopo 25 edizioni tanti volontari ancora si impegnano affinchè il festival continui a crescere (mai a discapito del valore delle sue proposte) un motivo ci sarà. E quel motivo ha un nome: si chiama PASSIONE. Quella che ci consente già di guardare avanti, all’edizione del prossimo anno. Intanto però godiamoci questa: buone nozze d’argento, Festival Beat!

FRIDAY 30th JUNE-AreaLive Ponte Ghiara-Tickets at the door
THE MUMMIES (USA) – ONLY GIG IN EUROPE

La voce circolava da tempo, finalmente adesso è una certezza: i Mummies al Festival Beat! La frat-rock band per antonomasia, culto assoluto per almeno due generazioni di garagers, volerà dalla California a Salsomaggiore per un’unica data italiana destinata ad entrare negli annali. Le Mummie daranno sfogo a quegli istinti primordiali che hanno fatto di loro un’istituzione (e uno degli esempi più alti) nel campo del garage-rock a bassissima fedeltà. Chi li ha visti dal vivo ne parla come di un’esperienza unica. Anche per questo attendiamo con ansia il 30 giugno, per verificare se la loro fama di band tritatutto è meritata. Voi avete qualche dubbio? Noi no. I quattro killer dall’identità sconosciuta sono pronti a incendiare per la prima volta un palco italiano col loro rock’n’roll primitivo: quale pubblico migliore, se non quello del Festival Beat?

Saturday 1st  July-AreaLive Ponte Ghiara
The 5.6.7.8’s (Japan) 

Si, sono loro, quelle che Tarantino ha scelto per Kill Bill. Ma le 5.6.7.8’s sono questo e altro: esistevano prima di quel film e oggi sono più vive che mai. Belle ed esotiche, si, ma prima di tutto ottime musiciste, un trio che da anni anima l’underground sixties in virtù di un suono competente e ricercato. Esteticamente perfette, le tre giapponesi sapranno sbalordirvi anche e soprattutto con la loro musica, semplice e diretta. Per i sixties-maniacs, un appuntamento da non perdere.

and more…

GORIES (USA)

30 anni di garage-punk e di blues, 30 anni alla ribalta di una scena che li ha visti pionieri, protagonisti e dominatori. Signori, da Detroit: The Gories! Se siete sopravvissuti all’onda d’urto dei Mummies, preparatevi ad un sabato di fuoco che culminerà con il loro show.  Mick Collins, Dan Kroha e Peggy O’Neill e il loro garage a bassissima fedeltà metteranno a dura prova le vostre coronarie con una performance tanto grezza quanto viscerale. Riff torcibudella, ritmica minimale: l’anima del rock’n’roll più primitivo sta tutta lì, nei dischi ma soprattutto nei live di questo trio che incarna l’essenza del suono della motor-city. C’è voluto del tempo ma finalmente i Gories saliranno sul palco del Festival Beat. Un nome in più (e non uno qualsiasi) per il cartellone più prestigioso di sempre. Prepariamoci a sudare con i re del lo-fi, sarà una serata memorabile.

GRAHAM DAY AND THE FOREFATHERS (UK)

A dare lustro all’edizione del venticinquennale, 17 anni dopo la sua apparizione con i Solarflares, è il ritorno al Festival Beat di uno dei più grandi talenti del rock inglese delle ultime tre generazioni. Basti il nome di una delle sue tante creature: i Prisoners. Graham Day, che ha attraversato gli ultimi 35 anni da sovrano del garage-beat, oggi continua a dispensare lezioni di stile con quella capacità evocativa che ha fatto di lui un fuoriclasse (anzi, IL fuoriclasse).  Con lui, nei Forefathers, il “fratello” Allan Crockford (bassista dei Prisoners e songwriter di razza) e Wolf Howard, altra leggenda del medway sound. Amanti degli Small Faces, del garage e della buona musica, sabato 1 luglio unitevi a noi per applaudire uno dei personaggi più grandi, autentici e criminalmente sottovalutati del rock inglese, Sua Maestà Graham Day.

ARCHIE AND THE BUNKERS (USA)

Li considerano una delle nuove sensazioni del garage americano. Sono due fratelli, Emmett e Cullen O’Connor, batteria e organo. Vengono dall’Ohio, la terra di Devo, Pagans e Pere Ubu, e si sente. Questi due giovanissimi yankee perpetuano la tradizione dei suoni schizzati di Cleveland e dintorni, sospesi tra il futurismo a basso costo e la tradizione punk dei mid-sixties. Per la prima volta in Italia, i fratelli O’Connor sono pronti a condensare nel loro set 50 anni di punk “obliquo”. Incazzati e senza freni, Archie And The Bunkers sapranno farsi apprezzare dal pubblico del Festival. E lo conquisteranno.

DEAD ELVIS & HIS ONE MAN GRAVE (Olanda)

Anche per Dead Elvis si tratta di un ritorno. Chi c’era, ha ancora negli occhi e nelle orecchie la sua esplosiva esibizione al Festival 2015. A furor di popolo, il pazzo performer olandese tornerà col suo esilarante trash-rock’n’roll a tenere alta la temperatura: durante i cambi palco, certo, ma da padrone assoluto della scena. D’altronde, uno capace di resuscitare “The King” non poteva restare fuori dal cartellone dell’edizione numero 25. Un obbligo morale, invitarlo di nuovo, oltre che un piacere.

DOG PARTY (USA)

Lucy e Gwen Giles, le due due sorelline di Sacramento, California, sono parecchio cresciute dal tempo della loro prima calata al Festival Beat datata 2014. Sempre giovani ma con un suono old school, animeranno il Devil’s Den con il loro garage essenziale, tanto semplice quanto fresco e dalla forte vena pop (nell’accezione migliore del termine). Zero pretese, massima resa: il (migliore) rock’n’roll nasce sempre da questi presupposti, e le Dog Party sembra che l’abbiano capito bene.

PALE LIPS (Canada)

Frullate insieme Ramones, Bangles, Runaways e Pandoras: otterrete il suono delle giovani Pale Lips da Montreal, Canada, quattro ragazze per le quali definizioni come punk, garage e powerpop hanno un valore relativo. Per loro, quel che conto è divertire e divertirsi. E ci riescono, grazie alla freschezza e alla semplicità di chi si approccia alla musica spontaneamente, senza fare troppi calcoli. Una piacevole scoperta, soprattutto per chi ama il garage più pop e spensierato.

REVEREND BEAT-MAN (Svizzera)

Il Reverendo al Festival Beat è di casa. Ospite quasi fisso e amatissimo dal pubblico della kermesse salsese, anche quest’anno non ha voluto far mancare il suo apporto. Eccoci pronti allora ad accoglierlo e ad applaudire una delle figure più influenti del garage/lo-fi degli ultimi 20 anni, uno che maneggia la materia come pochi e che da solo tiene in piedi show essenziali e dall’impatto garantito. Bentornato Reverendo!

RIPPERS (Italia)

In Italia, gli interpreti più selvaggi, veloci e dissoluti del garage-punk sono loro, i Rippers, dalla Sardegna, terra tradizionalmente fertile per chi ama il sixties-sound senza compromessi. Lo dice la storia, lo ribadiscono i Rippers, sulla scena da anni, con una sterminata discografia all’attivo e un cieco, immutato furore, lo stesso degli esordi. Tutti sotto il palco, allora, a tributare il dovuto (e meritatissimo) omaggio a una piccola grande leggenda di casa nostra.

TEMPORAL SLUTS (Italia)

Chi bazzica nel nostro ambiente li conosce bene, perchè è da anni che macinano con mestiere e passione quel punk-rock stradaiolo che arriva dritto dritto dai mid-seventies. La scuola è quella dell’obbligo: Stooges, MC5, New York Dolls, Heartbreakers, Dead Boys e dintorni. La band lombarda interpreta quella lezione come pochi altri, lo dimostra una lunga carriera sempre e comunque all’insegna di un punk-rock veloce ed essenziale. Anche per questo il Festival Beat li accoglie a braccia aperte.

KING AUTOMATIC (Francia)

E’ francese una delle migliori one man band del pianeta. Dietro il marchio King Automatic si cela l’ex-drummer dei Thundercrack (band culto garage/lo-fi anni novanta), che oggi, in perfetta solitudine, continua a macinare trash-rock’n’roll all’arma bianca, con richiami tanto ai fifties più oscuri quanto a Devo e Kraftwerk. Possibile? Il Festival Beat è onorato di ospitarlo, verificatelo di persona.

LU SILVER STRING BAND (Italia)

Qualcuno potrà anche mettere in discussione il concetto di “classicità”, ma non certo il talento e la passione della Lu Silver String Band, nome dietro il quale si celano protagonisti navigati delle scene neo-sixties e hard italiane. E se vi piacciono Faces, Humble Pie, Stones e Grand Funk, non potrete fare a mano di applaudirli domenica 2 luglio, quando l’edizione numero 25 si chiuderà a colpi di riff all’insegna della tradizione. Un piacevole “sconfinamento” nei seventies che il pubblico del Festival saprà apprezzare.

MOTHER ISLAND (Italia)

Suoni psichedelici e profondi, un’immagine che evoca nomi altisonanti e gli anni lontani della “summer of love “ californiana: tutto questo e altro ancora fa dei Mother Island una band da conoscere. Se amate gli echi e i reverberi della chitarra di Jorma Kaukonen e se per voi i Jefferson Airplane sono una band imprescindibile, domenica 2 luglio avrete di che divertirvi: i Mother Island e il loro garage psichedelico vi attendono in Piazza Brugnola per mostrarvi un’altra faccia (l’ennesima) dello sconfinato universo sixties.

PRETTY FACE (Italia)

Una delle più solide certezze del garage italiano, i milanesi Pretty Face restano “fedeli alla linea” e tornano dopo 11 anni al Festival Beat per sfoderare il loro set improntato su un mid-sixties sound semplice e diretto. Lo fanno con lo stesso entusiasmo degli esordi, ma con un’esperienza ventennale maturata sul campo. Saranno loro ad aprire il Festival mercoledì 28 giugno al Mad Cafè: puristi ed amanti del garage-punk più classico, siete tutti convocati.

SEX CRIME (USA)

Da Portland, Oregon, una formazione che farà parlare di sé. Con ex-membri di Epoxies e No-Talents (due band punk coi controfiocchi del recente passato), i Sex Crime sono una perfetta miscela tra i suoni USA fine settanta e il garage-lo fi anni novanta. La loro ricetta? Aggressività, melodia, un approccio fresco alla materia e uno stile essenziale, senza orpelli. Per la prima volta in Italia, i Sex Crime vanno ad arricchire il cartellone di questa edizione deluxe del festival. E, statene certi, sapranno come farsi ricordare.

 

Festival beat XXII edition, THE BANDS

NOTE A CURA  DI LUCA FRAZZI (“RUMORE MAGAZINE”)
TRADUZIONE DI DOMINIC TURNER (“BEAT BARONS”)

THE EXCITEMENTS (SPAIN)

-Soul Soul Soul e R&B: gli Excitements terranno fede agli intenti espressi fin dal nome. Si, perché quelle che gli spagnoli spargono a piene mani dal vivo sono emozioni forti. La cantante è una giovane Tina Turner, dietro di lei una band coi fiocchi confeziona un tappeto sonoro rovente al quale è impossibile resistere. Per la durata del loro show, chiudete gli occhi e lasciate che le gambe rispondano agli ordini impartiti dagli Excitements: un torrente in piena, non provate a fermarli.
Soul Soul Soul and R&B: the Excitements are everything their name suggests. After all, the Spanish only deal in deep emotions. The singer is a young Tina Turner, and she’s backed by a top notch band that offers a scorching wall of sound you won’t be able to resist. For the duration of their show, just close your eyes and let your legs respond to the orders sent out by the Excitements: a torrent in full flow… don’t even try to stop it.

THE STANDELLS (USA)

-Poteva mancare il nome degli Standells, nell’albo d’oro di una manifestazione come il Festival Beat? Conosciamo tutti la risposta: no. Gli autori della celeberrima Dirty Water, colonna sonora delle “Riot on Sunset Strip” losangeline datate 1967 e protagonisti indiscussi del primo storico voume di Nuggets chiuderanno la serata del sabato sul palco dell’Area Live. Lo faranno rievocando la golden age del garage-rock forti di un repertorio vincente. E quando le casse spareranno al giusto volume Sometimes Good Guys Don’t Wear White, chiudere gli occhi e ritrovarsi nella California dei mid-sixties non sarà poi così difficile. Un’altra leggenda dà lustro al Festival Beat, una delle più grandi: dalla città degli angeli, The Standells!

-Could the hall of fame of an event like the Festival Beat possibly not include the Standells,? The only logical answer is “no”. The authors of the legendary Dirty Water, soundtrack of 1967 Los Angeles’ “Riot On Sunset Strip”, and undisputed protagonists of the very first historic volume of Nuggets, will be responsible for closing proceedings on Saturday evening at the “Area Live”. They’ll do so by evoking the golden age of garage-rock, armed with a repertoire that is a surefire winner. And when the speakers blast out Sometimes Good Guys Don’t Wear White, it’ll be a simple task to close your eyes and imagine that you’re in mid-sixties California. Another legend adds lustre to the Festival Beat, one of the greatest: from the City of the Angels, the Standells!

THE MUTANTS (FINLAND)

-Una band “anomala” che ricorda a tutti come il Festival Beat non sia soltanto un paradiso per gli amanti di Nuggets con capelli a caschetto e Beatle boots. Dal gelido clima finlandese i Mutants si difendono con un suono capace di sciogliere i ghiacci. Immaginatevi Booker T. & The MG’s alle prese col rock’n’roll più sporco: chitarre a go-go ma con un’anima nera di fondo che farà ballare il popolo del Festival. Per molti, si tratterà di una piacevole sorpresa.

-An unusual band that serves as a reminder that the Festival Beat is not just a paradise for Nuggets fans sporting bob haircuts and wearing Beatle boots. The Mutants protect themselves against the freezing Finnish climate with the help of a sound that can melt ice. Imagine Booker T. & The MGs playing gutbucket rock ’n’ roll: guitars lead the way, but the group’s black music roots will soon get the Festival audience dancing. A lot of people are in for a big surprise.

THE VIBRAVOID( GERMANY)

-E anche gli amanti della psichedelia sono accontentati: dalla Germania, i Vibravoid. Una colata di lava psych inonderà il “Cavern” del Cantuccio in una serata dai suoni lisergici e robusti che faranno la felicità di chi al garage tradizionale preferisce le lunghe cavalcate chitarristiche, le tastiere dopate e tutto ciò che vola “eight miles high”. Per loro (e non solo per loro) i Vibravoid sono una garanzia.

-And we’ve got something for fans of psychedelia too: from Germany, we welcome Vibravoid. A stream of psychedelic lava will flood the Cantuccio’s “Cavern” in an evening of lysergic and hard-hitting sounds to delight those who favour long guitar-laden opuses, dreamy keyboards and all that flies “eight miles high”, as opposed to more traditional garage stylings. For these enthusiasts (but not only for them), Vibravoid are a guarantee.

THE JACKETS (SWITZERLAND)

-Chris Rosales è una vecchia conoscenza del Festival Beat. Prima dietro i tamburi dei Get Lost poi con gli stessi Jackets aveva già calcato in passato il palcoscenico del Festival. Ma di certo garage-rock non ci si stanca mai. I Jackets sono svizzeri cresciuti a pane e Pebbles e attraversano le Alpi per dimostrarlo, ancora una volta. Per questo siamo pronti ad accoglierli e a ricambiare la loro passione. Un gradito ritorno.

-Chris Rosales is an old acquaintance of the Festival Beat. We first saw him playing drums with the Get Lost, but he’s also been to the Festival with the Jackets themselves. Well, you can never have too much of a certain brand of garage-rock. The Jackets are Swiss who’ve been raised on a diet of bread and Pebbles compilations, and they’re crossing the Alps to prove it to us once more. And we’ll be ready to welcome them and to repay their passion. A very welcome return.

THE DUKES OF HAMBURG (GERMANY)

-Poteva mancare al Festival una band capace di rinverdire i fasti incendiari di Pretty Things, Outsiders e Tell-Tale Hearts? Certo che no! Eccovi serviti i Dukes Of Hamburg col loro R&B al calor bianco e la loro voglia di spedirvi dritti dritti con la macchina del tempo al Flamingo di Londra nel ’65 o al Cavern di Los Angeles nell’85. I Duchi di Amburgo faranno si che anche la Salsomaggiore del 2014 diventi un luogo da ricordare.

-Would the Festival be the same without a band that evokes the explosive fireworks of the Pretty Things, the Outsiders and the Tell-Tale Hearts? No way! So here are the Dukes Of Hamburg, with their white hot R&B and their desire to take you back in a time machine to London’s Flamingo in 1965 or the Cavern in Los Angeles in 1985. Thanks to the Dukes of Hamburg, you can be sure that Salsomaggiore 2014 will also live long in the memory.

THE PEAWEES (ITA)

-Una delle migliori live band del momento, capaci di passare con disinvoltura dal suono dei fifties al garage e al punk-rock, veterani che suonano come ragazzini e che sul palco del Festival Beat faranno esplodere tutta la loro tracotanza rock’n’roll: sono i Peawees, Las Pezia City Rockers, gente che preserva il sacro fuoco di Chuck Berry, Count Five e Clash e che è pronta ad onorare il Festival con una performance all’altezza delle aspettative. Sappiamo che non ci deluderanno.

-One of the top live acts of the contemporary scene, quite capable of switching seamlessly from a fifties sound to garage to punk rock. These are veterans who play with the enthusiasm of kids, and they’re ready to explode the full power of their rock ‘n’ roll arrogance from the Festival Beat stage. I’m referring to the Peawees, rockers from the town of La Spezia, folks that take it upon themselves to preserve the sacred fire of Chuck Berry, the Count Five and the Clash, and who are ready to honour the Festival with a performance in keeping with their reputation. You can bet they won’t disappoint us.

THE NEW PICCADILLYS (SCOTLAND)

-Con membri di Kaisers e Thanes, gli scozzesi New Piccadillys sono una band che piacerà sia ai cultori del sixties-sound filologico che a chi vuole semplicemente divertirsi, a prescindere dal genere. Per farvi un’idea, pensate ai Ramones suonati in chiave merseybeat, con un fantastico look primissimi anni sessanta e la capacità innata di far ballare la gente. Provare per credere.

-Hailing from Scotland, and featuring members of the Kaisers and the Thanes, the New Piccadillys are a band that will delight disciples of the classic sixties sound, as well as those who are simply out to enjoy themselves without being too fussy about the genre. To give you some idea, imagine the music of the Ramones played in the Merseybeat style, together with a fantastic early sixties look and an inherent ability to get people dancing. Try it and see.

MORTICIA’S LOVERS (ITA)

-La domenica, se pensate di poter riporre le armi, sbagliate di grosso. Si, perché in quello scenario perfetto che è il nostro “Cavern” (la sala concerti dell’Hotel Cantuccio), torna in scena una piccola grande cult-band di casa nostra: i Morticia’s Lovers. Garage, punk, lo-fi anni novanta e una sana, dirompente attitudine trash per quella che si prospetta come la reunion dell’anno, degna conclusione “col botto” di un Festival Beat che più invecchia più sa estrarre gli artigli.

-Now, if you think that Sunday’s schedule means an opportunity to relax, then you’ve got another thing coming. Indeed, the perfect scenario provided by our “Cavern” (the concert hall at Hotel Cantuccio) sees the return of what is very much a cult band in Italy: Morticia’s Lovers. Garage, punk, ‘90s lo-fi and a healthy, disruptive “trash” approach, for what promises to be the reunion of the year. A worthy way to end the festival with a bang, and further proof that the Festival Beat is even more capable of showing its claws as it grows older.